Il Milan batte 2-0 l’Atalanta, si aggiudica la sfida Champions League e si porta al secondo posto in classifica a pari punti con l’Inter. Un successo meritatissimo quello dei rossoneri, che hanno dominato in lungo e in largo. A decidere il match di San Siro uno sfortunato autogol di schiena di Musso, dopo che uno splendido sinistro al volo di Theo Hernandez si era stampato sul palo. All’86’ la chiude Messias con un delizioso tocco sotto. Maignan, al rientro dopo 5 mesi, non ha corso alcun pericolo. Nel finale in campo anche Ibrahimovic, assente da 280 giorni per infortunio.

LA PARTITA
Il Milan si lascia definitivamente alle spalle la crisi, conquista la quarta vittoria di fila (Champions compresa), probabilmente fa fuori dai giochi per l’Europa che conta l’Atalanta e allo stesso tempo si riporta al secondo posto agganciando i cugini, nella bufera dopo la sconfitta contro il Bologna. Contro la Dea Pioli ritrova in un colpo solo Maignan e Ibrahimovic, ma soprattutto ritrova la squadra che nella passata stagione ha vinto lo scudetto. Corsa, tecnica e sacrificio, tutti ingredienti fondamentali il cui mix ha annichilito un’Atalanta praticamente mai pericolosa e in balia per lunghi tratti del Diavolo, che ancora una volta ha mantenuto inviolata la porta dopo il mese di gennaio da incubo. Un risultato che sta addirittura stretto ai rossoneri, che hanno creato e allo stesso tempo sprecato tantissimo, mantenendo così in bilico il risultato fino al gol di Messias ben oltre i meriti di una Dea davvero brutta e irriconoscibile.

Pioli ritrova Maignan dopo 5 mesi e riconferma la difesa a tre: il portiere francese e Giroud terminale avanzato solo le uniche due novità rispetto alla squadra che ha battuto il Monza nell’ultima giornata. Gasperini, che vuole lasciarsi alle spalle lo scivolone casalingo con il Lecce, sostituisce lo squalificato Demiral con Scalvini. In mezzo al campo torna De Roon, in attacco Ederson e Lookman a supporto di Hojlund. Assenti i due calciatori a segno all’andata, Bennacer per infortunio e Malinovskyi ceduto in Francia al Marsiglia.

Il Milan parte subito forte e già dopo 30 secondi va alla conclusione con Giroud che al volo di sinistro non trova la porta. I rossoneri sono bravi a pressare alti e a non far ragionare l’Atalanta, molto imprecisa in fase di impostazione e sempre in ritardo sulle seconde palle. Dopo una punizione alta di Tonali dal limite (5′), Leao mette a centro area, girata di Giroud in controbalzo che non trova la porta (7′). Preziosissimo il lavoro del francese, vero punto di riferimento e abile nelle sponde e a far salire la squadra. E proprio da una sua torre di testa nasce il vantaggio milanista: il sinistro al volo di Theo Hernandez è favoloso, prende il palo e rimbalza sulla schiena di uno sfortunatissimo Musso (25′). La Dea non riesce a giocare con lucidità e in attacco Hojlund e Lookman perdono sempre i loro duelli con i difensori. Preso il gol l’Atalanta prova ad alzare il baricentro, ma quando il Milan recupero palla è bravissimo a ripartire: al 33′ Leao in campo aperto conclude a lato, poi il portoghese conclude con un destro a giro largo un ottimo contropiede di Brahim Diaz. Si va al riposo con il Diavolo meritatamente in vantaggio, mentre l’Atalanta non ha fatto uno straccio di tiro in porta. L’unica brutta notizia per Pioli è l’ammonizione a Leao per proteste che lo costringerà a saltare la Fiorentina.

Nonostante lo svantaggio il canovaccio non cambia nemmeno nella ripresa, con l’Atalanta che fatica dannatamente a rendersi pericolosa e un Milan che crea tanto e spreca altrettanto. L’ingresso di Boga per Ederson dà un po’ di scossa agli orobici, ma sono i padroni di casa a rendersi più pericolosi. Al 60′ Diaz di tacco per Giroud, Musso si salva di piede con una super-parata. Il guardalinee alza la bandierina, ma la posizione era regolare. Un minuto dopo il portiere argentino respinge il destro a giro di Leao, poi il portoghese sottomisura non riesce a calciare contrato da Maehle (69′). Questa sera Leao è ispirato più come assistman e al 71′ serve Messias tutto solo, ma il brasiliano da pochi passi calcia altissimo. Il match-winner di Monza, però, si fa perdonare all’86’ quando, ancora imbeccato da Leao, scavalca Musso in uscita e realizza il 2-0 che chiude definitivamente il match. E ora, con un Maignan e un Ibra in più nel motore, Pioli vede più vicino l’obiettivo Champions League.

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